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LA STORIA AL TEMPO DELL'OGGI
LA STORIA AL TEMPO DELL'OGGI

Francesco Benigno, La Storia al tempo dell'oggi, Il Mulino, 2024, pp.171

FB insegna storia moderna presso la Normale di Pisa. In questo saggio sostiene che "dalla fine del Novecento il passato ha gradualmente cambiato volto ed esso non appare più una catena di eventi connessi in serie unilineari disposte in un unico senso progressivo rivolto al futuro" (p. 37)  Nel 1989 crollò il muro di Berlino e con esso il mito della Rivoluzione socialista; questa fine si portò dietro una revisione della "grande" Rivoluzione Francese in occasione delle varie analisi nella ricorrenza del suo Bicentenario. Fu sfatato il mito rivoluzionario! In quegli anni si affermò anche la storicità "esperienziale" della Shoah narrata attraverso i "testimoni": il processo ad Eichmann, la serie TV negli USA "Holocaust", il film di nove ore "Shoah" di Claude Lanzmann, misero all'attenzione generale il paradigma carnefice-vittima e iniziò "l'era del testimone", facendo emergere "una differente storicità, quella odierna, segnata dalla presenza nuova e ingombrante di una sorella o forse sorellastra della storia, la memoria storica" (p. 62)

"L'appannarsi del futuro e la messa a distanza del moderno, il dileguarsi della rivoluzione, sostituita dal dramma epocale dell'Olocausto, hanno prodotto un regime di temporalità diverso..." (p.65) Si è affermato ciò che chiamiamo "presentismo", una sorta di presente perpetuo, che assorbe in sé passato e futuro. Il passato viene rievocato con una "storiografia memoriale emotiva". Oggi troviamo i "luoghi della memoria" e la "Public history" che si occupa di "musei e luoghi storici rappresentativi, di nuovi media, di storia orale" (p.73).FB la chiama "La storia fai da te"! Si crea una sorta di contrapposizione tra storia e memoria. Per la storia è cruciale il rifermento alla verità del passato, per la memoria invece il centro è l'interesse "collettivo " che crea un'identità! L'esempio più chiaro è proprio la discussione sull'unicità dell'Olocausto che diviene il "regno della memoria assoluta"!

La questione della verità storica viene così affrontata da FB: "Lo storico ha diritto di proporre un'interpretazione (del passato) unicamente nel rispetto del dicibile, e questo dicibile è, su un piano deontologico, solo quello che le fonti consentono di affermare. (...) questa modalità distingue il mestiere dello storico da quello del romanziere..." (p. 87). Il tempo in cui viviamo è quello del dubbio! Tutto è messo in dubbio. Le fiction, le serie TV, il cinema, i social e quant'altro favoriscono le "guerra della memoria" (le foibe, il triangolo della morte, contro la Resistenza, ecc.). Aggiungiamo che la diffusione del web favorisce le "contraffazioni". la critica all'eurocentrismo ha favorito la nascita della World History  che pone attenzione alle diversità ambientali, umane e culturali, evitando l'unilateralismo produttore del nazionalismo; e  la Global History che assume il mondo intero come ambito di osservazione analizzando le relazioni tra i popoli, lo scambio di merci, le culture.

Infine, nell'articolato mondo storiografico si afferma l'autobiografia del soggetto, del singolo, in cui è difficile stare in equilibrio tra emotività e ricerca storica. La cosa si allarga quando la storiografia si mescola alla memoria collettiva, al triangolo carnefice-vittima-testimone, per creare e/o consolidare un'identità!

Interessante l'intervista a FB che "La Repubblica" ha pubblicato il 13 settembre 2024, oggi 18/3/2025 disponibile solo per gli abbonati al link  https://www.repubblica.it/cultura/2024/09/12/news/francesco_benigno_storico_intervista_non_ce_piu_fiducia_nella_storia-423493765/